Menu:

Fiume Zincano

Difficoltà: IV-V

Imbarco: Circa 4,5 km a monte del ponte sul vomano a Nerito in direzione Cesacastina, sulla stradina sterrata che salendo sulla sx porta al piccolo ex mulino

Sbarco: al ponticello pedonale o a quello stradale prima della confluenza con il Vomano a Nerito.

Lunghezza: 4,5km

Note: Da Roma, si arriva dal passo delle Capannelle, uscendo a L’Aquila Ovest sulla A24

Lo Zincano...perla Corsa d’Abruzzo

Nerito , 16 maggio 2009

C’eravamo fatti molti scrupoli sul’opportunità di andare o meno in terra d’Abruzzo, ai margini della zona colpita dal sisma dello scorso mese di aprile. Una sorta di pudore nei confronti di chi è stato colpito ciecamente dalla furia della natura…quella stessa natura che a noi invece da sensazioni molto spesso entusiasmanti ed altrettanto spesso ci ricorda la sua potente energia, a volte con punte violente e straripanti.

Telefonato al nostro idrometro vivente, la sig.ra Anna di Nerito e confortati dalla sua richiesta di rientro verso una normalità ed una quotidianità al momento lontana ed ancora turbata da scosse sismiche, ci convinciamo che sarà cosa gradita alla comunità locale –oltre che a noi- tornare con le canoe sul Vomano. Anzi Anna mi dice che l’acqua sul Vomano la porta soprattutto lo Zincano, di cui tanto il Capatosta mi ha raccontato e che mi incuriosisce assai. Solito appuntamento alla Rustica e si parte. Siamo in sette: I Danieli Cerasoni(grande coppia di AricciarolKanoisti), l’inossidabile Yomo, la Soldatessa Jane, Paesano, Emiliano e lo Spirito Guida.

Sul ponte di Nerito, mangiato il solito pezzo di pizza da Anna vediamo il livello per il Vomano che per il primo tratto è un po basso ma fattibile, anche se ingombro di tronchi e la strada per il recupero più volte interrotta da frane. Penso che il terzo tratto ha sicuramente più acqua e meglio si addice alle possibilità del gruppetto che siamo.

Daniela e Yomo però vogliono vedere l’imbarco dello Zincano – che già avevano visto in passato – per vedere se l’acqua era sufficiente per una discesa. Nessuno di noi conosceva il percorso se non per qualche racconto e descrizioni in giro non ve n’erano.

All’imbarco un mulino ci attende alla confluenza di due torrenti, uno con poca acqua e l’altro invece con un livello che sembra essere il suo naturale. Qualche dubbio mi viene sull’opportunità di affrontare un percorso impegnativo e sconosciuto (4,5 km, lontani dalla strada) con un gruppo non proprio omogeneo. Poi improvvisamente qualcosa mi dice che possiamo provare, che ci sono le condizioni – per me soprattutto mentali – per guidare il nostro gruppetto giù per i salti e le rapide dello Zincano.

Con la dovuta attenzione e costretti a continue ricognizioni dal percorso che quasi sempre spariva all’orizzonte abbiamo affrontato i diversi passaggi, fatto qualche trasbordo, recuperato bagnanti e attrezzatura varia. A meno di un km dallo sbarco arriva da dx un altro affluente che rende lo Zincano ricco d’acqua, con rapide lunghe, manovriere leggermente ingombre di rami che però sono facilmente evitabili.

Complessivamente lo Zincano lo reputo meno tecnico del Vomano, ma più spettacolare soprattutto per primi due terzi del percorso, fatto di soglie, salti, scivoli divertenti, un piccolo imbuto e così fino all’affluente che dicevo prima. Dei trasbordi sicuramente due passaggi sono fattibili (saltone sul dente e doppio salto con nicchia molto insidiosa sulla dx), un terzo (doppio salto sporco, con cascata semi avvitata a sx e arrivo in strettoia con parete liscia sulla sx e pentolaccia sulla dx- trasbordo sulla dx con imbarco svizzero) Gigi Mosca,che ci ha raggiunto giusto a quel passaggio lo giudica un sesto che magari qualcuno ha anche fatto. Questo passaggio è preceduto da una lunga rapida che finisce con un laghetto che tira proprio nello sgarrupone e quindi bisogna assicurarsi che nessuno ci finisca dentro a bagno. Il primo trasbordo (sulla sx) è una frana recente, che sta subito prima del passaggio con nicchia infida, dove rocce taglienti e resti di tronchi consigliano di passare oltre.

Tra trasbordi, bagni, ricognizioni e recuperi di materiale siamo stati quasi 5 ore in acqua, alcuni noi molto provati e con qualche piccolo rammarico, ma tutti soddisfatti e appagati da questa perla Corsa in terra d’Abruzzo. Breve sosta per una birra ristoratrice, accompagnata da salame, olive, coppa e formaggi acquistati all’alimentari di Nerito e consumati dalla sig.ra Anna e via di corsa verso Roma…che c’ho la cena da zia Maria e sono in ritardissimoooo.

Maurizio Consalvi – Guida Fluviale